Lettera dei Cittadini all’OMS

Mercoledì 16 marzo 2016, in occasione dell’incontro bilaterale tra Regione Veneto e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) presso la sede del Consiglio Regionale Veneto a Palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale M5S Jacopo Berti ha consegnato al Direttore dell’OMS Margaret Chan una lettera a nome delle associazioni e dei cittadini del Veneto per evidenziare il rischio sanitario connesso al grave inquinamento persistente nell’area.

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Nella lettera (LetteraWHO; LetteraWHO-italiano), con primi firmatari:

in rappresentanza di diverse associazioni/comitati veneti di cittadini, si evidenziano gli altissimi e persistenti livelli di inquinamento dell’aria.

In particolare si richiama l’attenzione del Direttore sul fatto che:

 

  • da sette anni le maggiori città venete vanno oltre la quota ammessa di 35 superamenti giornalieri di 50 µg/m3 di pm10;
  • che il numero di superamenti ha raggiunto ed oltrepassato quota 90per un quarto dell’anno quindi si respira aria inquinata da pm10;
  • che i livelli di picco di pm10 in diverse città sono frequenti e molto elevati, fino a raggiungere i 300 µg/m3, ben sei volte il limite stabilito dall’OMS;
  • anche per quanto riguarda l’NO2 i limiti (in questo caso di 200 µg/m3, ma orari) sono stati frequentemente superati.

 

Va ricordato come il livello raccomandato dell’OMS per le PM10 sia di 20 µm/m3.

 

La lettera prosegue richiamando l’impatto sanitario che le stesse linee guida OMS considerano, sulla base degli studi epidemiologici, clinici e tossicologici, e che si riflettono in cronicità ed in mortalità per esposizioni a breve ed a lungo termine agli inquinanti come PM10 e NO2.

 

La lettera conclude quindi chiedendo al Direttore dell’OMS, sulla base degli elementi riportati, di suggerire alle Istituzioni della Regione Veneto l’attuazione di misure immediate, decise e concrete per ridurre il livello degli inquinanti nell’aria a tutela della salute dei cittadini.

Note aggiuntive

 

Ricerca EpiAir2: Dati epidemiologici da ricerche in città italiane

Oltre ai dati dell’OMS si possono citare le risultanze[1] dell’analisi condotta nell’ambito del progetto EpiAir2 su 25 città italiane “Air pollution and mortality in twenty-five Italian cities: results of the EpiAir2 Project” e pubblicata sulla rivista Epidemiologia e Prevenzione di Dicembre 2013 con effetti importanti (non stimati, ma misurati) sulla mortalità generale e su quella cardiaca e respiratoria, per esposizione a PM10, PM2,5 ed NO2.

“L’effetto del particolato fine sulla mortalità cardiaca e respiratoria è confermato come un incremento importante e rimane un effetto prolungato.”

E viene sottolineata la pericolosità degli ossidi di azoto: “Il biossido d’azoto (per incrementi di 24,46 µg/m3) presenta effetti prolungati più importanti sulla mortalità naturale (3,18%) rispetto sia al PM10 (0,88% per incrementi di 24 µg/m3) sia al PM2.5 (1,26% per incrementi di 16 µg/m3).”

Ricerca OMS-OCSE: Costi sanitari dell’inquinamento atmosferico

Ad aprile 2015 l’OMS, in collaborazione con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), ha pubblicato un nuovo report[2] in cui stima i costi sanitari dell’inquinamento atmosferico, sia indoor che outdoor, nella regione europea. Un calcolo inedito dal quale emerge come l’inquinamento atmosferico in Italia causi più di 32mila morti premature all’anno e danni per 97 miliardi di dollari all’anno (circa 88,5 miliardi di euro) pari a quasi 5 punti di Pil.

Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), morti premature da inquinamento

Il Rapporto AEA 2015: [3] l’Italia è il Paese dell’Unione europea che segna il record del numero di morti premature rispetto alla normale aspettativa di vita per l’inquinamento dell’aria. La stima arriva il Belpease nel 2012 ha registrato 84.400 decessi di questo tipo, su un totale di 491mila a livello Ue. Tre i ‘killer’ sotto accusa per questo triste primato. Le micro polveri sottili (Pm2.5), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono, quello nei bassi strati dell’atmosfera (O3), a cui lo studio attribuisce rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia.

 

Motivazioni del bilaterale OMS / Regione Veneto[4]

L’occasione del bilaterale è stato l’incontro annuale del Global Policy Group (GPG) dell’OMS, un’assemblea ristretta durante la quale il General Director, Margaret Chan incontra i sei direttori generali e con loro affronta le problematiche più “calde” a livello sanitario mondiale. Ciò si rivela particolarmente utile e cruciale in occasione di emergenze sanitarie, ma anche per promuovere politiche sanitarie e avviare iniziative di prevenzione rispettose delle specificità geopolitiche, coerenti e coordinate internazionalmente. Per il 2016, e’ il turno dell’OMS Europa – che quindi dal 16 al 19 marzo ospiterà il GPG a Venezia – città che è stata scelta in parte perché sede di un ufficio OMS; in parte per l’eccezionale valore simbolico della città lagunare nella storia della salute pubblica ed in parte anche per rafforzare la collaborazione ed i contatti con la Regione Veneto che dal 2003, anche grazie alla sede OMS di Venezia, rappresenta un partner molto attivo dell’ OMS nel dialogo tra istituzioni che hanno come mission la promozione della salute in tutte le sue dimensioni.

[1] http://www.epiprev.it/attualit%C3%A0/ecco-i-risultati-di-epiair2

[2] http://www.euro.who.int/en/media-centre/events/events/2015/04/ehp-mid-term-review/publications/economic-cost-of-the-health-impact-of-air-pollution-in-europe

[3] http://www.eea.europa.eu/it/pressroom/newsreleases/molti-cittadini-europei-sono-ancora

[4] https://www.facebook.com/events/998269733585423/