Marghera, tra rischio chimico e prospettive di riconversione

14 anni fa, il 28/11/2002, avvenne un incendio all’impianto di produzione del TDI di Dow Chemical.

Solo una serie di fortunate coincidenze – o, come diranno poi i vigili del fuoco nel rapporto ufficiale, la Provvidenza – ha evitato la fuoriuscita delle decine di tonnellate di fosgene che erano presenti nei serbatoi e nelle tubazioni. Il fosgene è un gas letale anche solo in poche parti per milione.

Nel giorno della ricorrenza, con Franco Rigosi e Tiziano Malagò siamo stati ospiti di Francesco Bianchi e del Gruppo Informazione e Promozione per la sicurezza (#Gips) dei volontari della Protezione Civile di Marghera.

Abbiamo condiviso insieme alcuni elementi su Porto Marghera:

  1. evoluzione storica e criticità ambientali (Franco);
  2. situazione attuale e mappatura delle aziende (Tiziano); 
  3. prospettive future (in cui mi sono cimentato). 

Una bella occasione per ricordare l’incidente in modo attivo, ovvero:

  • consolidare la conoscenza del territorio
  • aggiornare l’elenco degli impianti dismessi ed operativi
  • darsi da fare per evitare ogni condizione di rischio chimico,
  • confidare in (e magari progettare!) un futuro migliore per il nostro territorio.

Il “patto” per Venezia. Un altro?

Ieri, 26 novembre 2016, è stato sottoscritto il Patto per Venezia, un insieme di impegni comuni da parte del Sindaco di Venezia e del Presidente del Consiglio.

Nella tabella inclusa sono evidenziate le cifre in gioco: quasi mezzo miliardo di euro, divisi su diverse aree tematiche:

  1. Infrastrutture, per 5 milioni di euro,
  2. Ambiente e Territorio, per poco meno di 400 milioni di euro (la parte sostanziale del Patto),
  3. Valorizzazione Culturale e Turismo, per poco più di 50 milioni di euro.

Come si può notare, la parte sostanziale in termini di impegni economici è la seconda, Ambiente e Territorio. In dettaglio, questa è costituita da:

  • Escavo dei rii, ponti e canali,  restauro immobili, nonché attività sociali, culturali e produttive artigianali, per 45 milioni di euro,
  • Marginamento SIN di Porto Marghera, per 250 milioni di euro,
  • Sistemazione trattamento acque PIF di Fusina, 13 milioni di euro,
  • Interramento linee elettriche Terna a Malcontenta, 90 milioni di euro.

Tralasciando la questione su alcuni degli interventi infrastrutturali espressamente richiesti dal Sindaco (incluso lo scavo dei rii), di cui discuteremo in un altro post, proviamo ad approfondire la copertura economica.

Come si sa, la copertura è sempre il punto debole di questi accordi. Si scopre, in questo caso, che le risorse sono da ricercare … nei precedenti! Ad esempio:

  • 178 dei 250 milioni per il marginamento deriverebbero dall’Accordo di Programma del 1998 e dall’Accordo per le Bonifiche del 2012,
  • i 90 milioni dell’interramento sarebbero dovuti da Terna come già promesso in precedenti accordi che, tuttavia, non erano stati rispettati.

Al di là del termine – patto, intesa, accordo, piano – il Patto per Venezia non è infatti il primo. Sono diversi gli accordi che si sono succeduti per Venezia e Marghera.

Alcune domande quindi emergono spontaneamente:

a) se gli accordi non sono stati rispettati prima, perché dovrebbero essere rispettati adesso?

b) ha senso riproporre continuamente gli stessi importi promessi precedentemente (ma non erogati) negli accordi successivi, così gonfiando la dimensione economica dei successivi, ma senza alcuna credibilità?

c) quali sono questi accordi precedenti sottoscritti a Venezia?

Per le domande (a) e (b) lasciamo intuire una risposta implicita nel ragionamento.

Diamo invece qui di seguito una risposta esplicita alla domanda (c), provando a scorrere (qui di seguito) il lungo elenco degli accordi che si sono succeduti dal 1998 ad oggi può far comprendere meglio a cosa ci riferiamo.:

  1. 21/10/1998: sottoscritto l’Accordo di Programma per la Chimica , con impegni per 1575,5 miliardi di lire;
  2. 23/2/2000: Porto Marghera viene dichiarato Sito di Interesse Nazionale (S.I.N.) per messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale;
  3. 22/4/2004: approvato il Master Plan per la bonifica dei siti inquinati – entro 15 anni max doveva completarsi il processo, stima di quasi 2 miliardi di euro;
  4. 7/4/2006: sottoscritto l’Accordo di Programma per il marginamento (incluso il retromarginamento) della zona industriale, con circa 900 milioni di euro di costi previsti;
  5. 14/12/2006: sottoscritto il Protocollo d’Intesa su Porto Marghera;
    5/5/2011: riconosciuta l’area di crisi complessa per Porto Marghera, con le relative facilitazioni;
  6. 16/4/2012: sottoscritto l’Accordo di Programma sulle bonifiche (previsti 3 miliardi di euro di investimenti pubblici e 2,7 miliardi di euro di investimenti privati);
  7. 24/4/2013: approvata la riperimetrazione del Sito di Interesse Nazionale per semplificare e facilitare gli interventi di bonifica;
  8. 4/2014: sottoscritto l’Accordo per la cessione di 107 ettari da Syndial a società mista Comune/Regione compresi 38 milioni di euro;
  9. 8/10/2014: approvata la proposta dell’Accordo di Programma per la riconversione e riqualificazione industriale dell’Area di crisi industriale complessa di Porto Marghera con circa 200 milioni di euro di investimenti;
  10. 8/1/2015: autorizzato l’accordo per 23 progetti / 153 milioni per Marghera;
  11. 8/9/2016: l’Amministrazione Regionale dichiara formalmente il suo disimpegno per la gestione dei 107 ettari (più un “disaccordo” che un accordo …); nel frattempo scade l’accordo tra Syndial, Regione e Comune;
  12. 20/9/2016: il governo esclude Marghera dalle aree a crisi complessa (che perde quindi la possibilità di accedere ai 239 milioni di euro allocati);
  13. 26/11/2016: sottoscritto il Patto per Venezia da Sindaco e Presidente del Consiglio per 457 milioni di euro.

Per valutare l’esito di diversi di questi è sicuramente utile la lettura della “Relazione sullo stato di avanzamento dei lavori di bonifica nel sito di interesse nazionale (SIN) di Venezia – Porto Marghera” presentata il 10/12/2015 dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta. Sono numerose le anomalie evidenziate in questa relazione, di cui abbiamo già discusso in altra sede. La relazione evidenzia poi come, a fronte di 780 milioni di euro spesi e pur essendo al 94% delle opere previste per i marginamenti, siano ancora necessari ben 250 milioni di euro visto che si sono lasciate per ultime le azioni tecnicamente più complesse.

Negli ultimi vent’anni ne abbiamo pertanto visti diversi, di questi strumenti, quasi sempre poi, disattesi e inapplicati.

Ecco il motivo per cui manteniamo un certo scetticismo sull’efficacia concreta di quanto annunciato nel Patto per Venezia in termini di interventi e fondi realmente disponibili.

La vera forza delle organizzazioni

Ecco alcune profonde riflessioni che collegano la teoria delle organizzazioni alla concretezza della pratica quotidiana della condivisione degli obiettivi, perseguendo l’autonomia e la responsabilizzazione dei collaboratori.

Va sottolineato il chiaro richiamo ai valori di umanità ed umiltà che devono sempre essere nel bagaglio di chi ha un ruolo guida, per “moltiplicare le energie in campo” e portare i gruppi ad esprimere le migliori potenzialità a vantaggio dell’organizzazione ma concorrendo anche a perseguire la realizzazione individuale.

Grazie Andrea Boer!

La #burocrazia non è mai abbastanza. Quadruplichiamo?

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Leggiamo sul corriere della sera del 16 novembre 2016:

“Il decreto legge fiscale che è stato approvato dalla Camera ed è al vaglio del Senato prevede infatti per tutte le partite Iva (imprese artigiane, commercianti e professionisti) un carico di 8 nuovi adempimenti che comportano costi stimati in 480 euro annui nel 2017 e 720 già dal 2018 per ciascun soggetto […] obbligando imprese e professionisti a fare quattro invii di dati all’anno invece di uno non è detto né che i controlli riescano a essere tempestivi né che si riescano a reperire i 2 miliardi della discordia. Infatti adesso l’Agenzia delle entrate sta ancora vagliando le dichiarazioni dell’anno 2014 e se dovesse passare la norma contestata si troverebbe a dover controllare una mole di dati moltiplicata per quattro negli stessi tempi
La questione impatta su ben 3,6 milioni di soggetti, imprese e professionisti.
Con l’obiettivo di recuperare 2 miliardi di euro di mancate dichiarazioni.
Ma, in questo modo, si carica ogni soggetto di 480€ di costi, che moltiplicati per 3,6 milioni fanno 1,7 miliardi di euro nel 2017 e 780€ x 3,6 mln = 2,6 miliardi di € nel 2018.
Con il dubbio che l’agenzia delle entrate non regga il carico di un quadruplicamento dei flussi di dati in ingresso. E che il l’enorme aggravio burocratico non sortisca alcun effetto sull’evasione andando invece a caricare di ulteriori disagi e costi sempre gli stessi: quelli che pagano le tasse.
 
Che sia questa la #semplificazione di cui si parla tanto?
O l’#innovazione dei processi della PA?
Serve a questo il #digitale?
Sembra in effetti esserci un po’ di distanza tra la retorica (auto-)celebrativa degli intenti e la cruda realtà della azioni:
  • più tasse,
  • più adempimenti, ma soprattutto,
  • più difficoltà per chi lavora e segue le regole.
 

Economia, Innovazione e Tecnologia

Nell’ambito del corso di Economia e Organizzazione Aziendale di IUSVE-STC, a partire dal 16 novembre, orario 14.30-16.30, presso il Campus di Mestre hanno avuto luogo tre Focus dedicati all’Economia nell’interazione con l’Innovazione e la Tecnologia:

  1. 16 novembre – Economia e manifattura su misura, la trasformazione delle produzioni su piccola scala grazie al digitale, tra FabLab, makers e Artigiani Digitali, con Luca De Pietro, Paolo Manfredi e Ilenia Zambonin;
  2. 23 novembre – Economia e tecnologia sostenibile, tra auto elettriche, accumulo energetico e strategie di riduzione delle emissioni, con Renzo Biancotto, Gianfranco Padovan e Pasquale Pizzichetti;
  3. 30 novembre – Economia, servizi e industria 4.0, in viaggio verso le nuove frontiere delle tecnologie digitali applicate alla produzione industriale, tra visione artificiale, internet delle cose, digital transformation e realtà aumentata, con Andrea Albarelli, Raffaele Andreace e Athos Nobile.

Di seguito riportiamo alcune sintesi dei contenuti e qualche immagine degli incontri (aggiornamento 2/12/2016).

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Nell’immagine: alcuni studenti sperimentano gli occhiali per la realtà aumentata

Ha coordinato gli incontri il docente del corso, prof. Antonio Candiello.

 

1. Economia e manifattura su misura

La trasformazione delle produzioni su piccola scala grazie al digitale, tra FabLab, makers e Artigiani Digitali 

Data: mercoledì 16 novembre 2016; Orario: dalle ore 14.30 alle ore 16.30.

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Nel FOCUS in oggetto sono state portate dirette testimonianze relative alla profonda trasformazione in atto nell’ambito delle produzioni manifatturiere intermedie tra artigianato e piccola scala industriale. Stampanti 3D, makers, sensori, schede Arduino, droni e FabLab sono le nuove parole chiave di questa vera e propria rivoluzione.

Il FOCUS ha avvicinato gli studenti alle opportunità di sviluppo connesse alle tecnologie digitali applicate alle produzioni su piccola scala al fine di valutarne le correlate conseguenze sull’economia.

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Nell’immagine, i tre relatori intervenuti

Ospiti dell’incontro:

Luca De Pietro, docente di E-government e E-democracy, Università di Padova, ha curato il padiglione “New Manufacturing” della European Maker Faire 2016. Da molti anni segue il tema dell’Agenda Digitale della Regione del Veneto sui temi relativi a: competenze digitali, wifi pubblico, banda larga e ultra-larga, cloud-computing e FAB-LAB.

Paolo Manfredi, storico di formazione, è responsabile delle Strategie Digitali di Confartigianato Imprese. Si è occupato di innovazione digitale e del loro impatto sui sistemi territoriali e sulle piccole imprese come consulente strategico, civil servant e piccolo imprenditore. E’ autore del libro “L’economia del su misura”, edito da Marsilio per la Fondazione Nord Est.

Ilenia Zambonin, coordinatrice del FabLab Affari Puliti 3D, il primo fablab aperto in uno spazio sequestrato alla malavita. Esperta di Comunicazione, Social Media Marketing ed Organizzazione di Eventi con un focus particolare sui temi dell’innovazione, ha curato la realizzazione e la gestione del primo coworking / pre-incubatore di un ente pubblico, curando la selezione delle start-up, il loro coaching ed organizzando tutta l’attività di animazione e comunicazione.

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Il testo di Paolo Manfredi

Riferimenti bibliografici

  • L’economia del su misura. Artigiani, innovazione, digitale”, P. Manfredi, Marsilio Editore – Fondazione Nord Est, Venezia, 2016.
  • Il cloud per la competitività dei territori: l’esperienza della Regione del Veneto”, a cura di L. De Pietro, Maggioli Editori, Milano 2014.

2. Economia e tecnologia sostenibile 

Tra auto elettriche, energie rinnovabili, accumulo energetico e strategie di riduzione delle emissioni 

Data: mercoledì 23 novembre 2016; Orario: dalle ore 14.30 alle ore 16.30.

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Nel FOCUS in oggetto sono state illustrate le profonde innovazioni in atto nel comparto delle energie rinnovabili, dell’accumulo energetico e nella mobilità, con particolare riferimento all’emergente comparto dell’elettromobilità. Una delle metriche principali per valutare la sostenibilità è rappresentata dalle emissioni, su scala locale (inquinanti come le pm10 e gli NOx) e su scala globale (come la CO2 climalterante), attualmente su livelli eccessivi sia per quanto riguarda l’impatto immediato sulla salute che per quanto riguarda l’impatto progressivo sugli equilibri planetari. Il FOCUS ha lo scopo di avvicinare gli studenti alle trasformazioni in atto collegate alle nuove tecnologie per lo sviluppo sostenibile ed a valutarne le correlate conseguenze sull’economia.

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Pasquale Pizzichetti illustra agli studenti come l’auto elettrica modifica gli stili di vita

Ospiti dell’incontro:

Renzo Biancotto è stato direttore di Dipartimento provinciale dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV), dal 1998 a settembre 2014 a Venezia e successivamente, fino ai primi mesi del 2015, a Rovigo.

Gianfranco Padovan, esperto di energie rinnovabili e di risparmio energetico, è fondatore e presidente dell’associazione EnergoClub, nata oltre dieci anni fa.

Pasquale Pizzichetti è esperto di elettromobilità e si occupa di energia e ambiente. Come professione principale svolge consulenza sulla gestione del sistema informatico aziendale e sui temi del commercio elettronico.

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Renzo Biancotto illustra le particolari condizioni climatiche della pianura padana

Riferimenti bibliografici

  • Rapporto Annuale Efficienza Energetica (RAEE)”, ENEA, 2016.
  • “Air Quality in Europe”, EEA Report N.5/2015.

3. Economia, Servizi e Industria 4.0

In viaggio verso le nuove frontiere delle tecnologie digitali applicate alla produzione industriale, tra visione artificiale, internet delle cose, digital transformation e realtà aumentata

Data: mercoledì 30 novembre 2016; Orario: dalle ore 14.30 alle ore 16.30.

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Nel FOCUS in oggetto sono stati approfonditi i percorsi di innovazione digitale delle imprese ai servizi e nel settore industriale con l’aiuto di alcuni esperti nei settori di visione artificiale, realtà aumentata, IoT e digital transformation. Il FOCUS ha lo scopo di avvicinare gli studenti agli scenari emergenti correlati all’applicazione delle tecnologie digitali alle realtà di servizio ed ai sistemi industriali, anche su grande scala (c.d. “Industria 4.0”) ed a valutarne le correlate conseguenze sull’economia.

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Athos Nobile sull’innovazione “disruptive”, ovvero dirompente

Ospiti dell’incontro:

Andrea Albarelli, assistant professor at the KIIS research center at Università Ca’ Foscari Venezia; taught Computer Architecture, Information Theory and Computer Vision; co-authored about 60 peer-reviewer papers published in international journals and conference proceedings, mainly in the field of Computer Vision. Founding member of the first spin-off of Venice University, whose mission is to transform the results of the Computer Vision team into products and consulting solutions for the industry.

Raffaele Andreace, president and CEO of Ennova Research, working on the next gen of Apps and systems over Social Networks. Leading the SlHash project, he is @TheCodeWarrior on Twitter.

Athos Nobile è direttore sviluppo digitale per Innovative Digital eXperience (IDX) Italy, start-up che si occupa di applicazioni di Realtà Aumentata (AR) ed Internet of Things (IOT) per Industria 4.0 nell’incubatore FVG BIC. Ha operato negli ambiti ERP, PLM, BA/CPM, CRM con le principali aziende ICT/consulting; si occupa di Digital Innovation e Smart Manufacturing. E’ tra gli osservatori digitali Industry 4.0 Politecnico di Milano; partecipa al gruppo ICTlab/Confindustria ed è associato Augmented Reality Enterprise Applications (AREA). Twitter: #AthNob.

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Andrea Albarelli: la computer vision consente l’automazione del controllo qualità

Riferimenti bibliografici

  • Piano Nazionale Industria 4.0. Investimenti, produttività e innovazione”, Ministero dello Sviluppo Economico, materiale presentato il 21/9/2016.
  • Indagine conoscitiva su ‘Industria 4.0’: quale modello applicare al tessuto industriale italiano. Strumenti per favorire la digitalizzazione delle filiere industriali nazionali”, presentata il 23/3/2016, A. Bianchi, Confindustria Area Politiche Industriali.

Coordinamento

Ha coordinato gli incontri Antonio Candiello, docente del corso di Economia ed Organizzazione Aziendale in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale (STC) dell’Istituto Universitario Salesiano Venezia (IUSVE).

Ha recentemente pubblicato il volume “Economia, organizzazione e qualità. Un percorso guidato con il supporto di strumenti tecnici e metodologici”, Libreria Universitaria.

Materia oscura o gravità “emergente”?

La materia oscura esiste veramente? O è la gravità ad essere un fenomeno “emergente“?
 
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In un articolo di quattro giorni fa, Verlinde, scienziato autorevole e rispettato nel campo, suggerisce che:
(a) la gravità possa essere un “fenomeno secondario” connesso al contenuto di informazione nello spazio-tempo;
(b) il principio olografico secondo cui l’informazione “sul bordo” sia equivalente all’informazione “all’interno” non sia soddisfatta completamente;
(c) la deviazione dalle leggi della gravità a grandi distanze – vedasi grafico qui sopra- che ha suggerito l’esistenza della materia oscura sia proprio da attribuirsi alla deviazione del principio olografico.
 
Ci aiutiamo con alcuni estratti di questo post di phys.org (i grassetti sono miei):
  • According to Verlinde, gravity is not a fundamental force of nature, but an emergent phenomenon. In the same way that temperature arises from the movement of microscopic particles, gravity emerges from the changes of fundamental bits of information, stored in the very structure of spacetime
  • At first glance, Verlinde’s theory presents features similar to modified theories of gravity like MOND (modified Newtonian Dynamics, Mordehai Milgrom (1983)). However, where MOND tunes the theory to match the observations, Verlinde’s theory starts from first principles. “A totally different starting point,” according to Verlinde.
  • One of the ingredients in Verlinde’s theory is an adaptation of the holographic principle, introduced by his tutor Gerard ‘t Hooft (Nobel Prize 1999, Utrecht University) and Leonard Susskind (Stanford University). According to the holographic principle, all the information in the entire universe can be described on a giant imaginary sphere around it. Verlinde now shows that this idea is not quite correctpart of the information in our universe is contained in space itself.”
  • “This extra information is required to describe that other dark component of the universe: Dark energy, which is believed to be responsible for the accelerated expansion of the universe. Investigating the effects of this additional information on ordinary matter, Verlinde comes to a stunning conclusion. Whereas ordinary gravity can be encoded using the information on the imaginary sphere around the universe, as he showed in his 2010 work, the result of the additional information in the bulk of space is a force that nicely matches that attributed to dark matter.
Di seguito invece alcuni estratti dell’abstract del paper di Verlinde su arxiv:
  • Using insights from string theory, black hole physics and quantum information theory we argue that the positive dark energy leads to a thermal volume law contribution to the entropy that overtakes the area law precisely at the cosmological horizon” (qui credo di capire che sia connesso al principio olografico).
  • Due to the competition between area and volume law entanglement the microscopic de Sitter states do not thermalise at sub-Hubble scales: they exhibit memory effects in the form of an entropy displacement caused by matter.” (qui è il caso di approfondire … )
  • The emergent laws of gravity contain an additional ‘dark’ gravitational force describing the ‘elastic’ response due to the entropy displacement. We derive an estimate of the strength of this extra force in terms of the baryonic mass, Newton’s constant and the Hubble acceleration scale a0 = cH0, and provide evidence for the fact that this additional ‘dark gravity force’ explains the observed phenomena in galaxies and clusters currently attributed to dark matter” (l’effetto sarebbe qui!).