L’inquinamento dell’aria in ottobre a Venezia non ha atteso l’accensione dei riscaldamenti

C’è qualcosa in questa evoluzione delle concentrazioni di pm10 nel mese di ottobre 2017 registrate dalle diverse centraline Arpav nelle diverse località di Venezia, in un periodo nel quale i riscaldamenti erano in prevalenza spenti (sia per le date, piuttosto anticipate, in cui l’inquinamento è apparso, sia per le temperature, mediamente elevate), che potrebbe farci capire qualcosa. Da dove arrivano le pm10? Perché quei picchi iniziali? C’è correlazione con i giorni della settimana? Quali i segnali distintivi che si possono riconoscere relativi a: (a) navale/portuale, (b) grandi impianti industriali e centrali elettriche, (c) mezzi pesanti, (d) natanti, (e) mezzi leggeri?

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Alle 22 del 19 ottobre 2017 si è registrato il picco di pm10, intorno a 150 µg/m3 sia a Mestre che a Marghera, il triplo del livello di soglia di legge per le medie giornaliere e oltre sette volte la media suggerita dall’OMS. La criticità dell’area veneziana è riscontrabile con valori paragonabili nelle altre province venete.

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Come dicevamo, però, quest’anno c’è un fenomeno nuovo. Le pm10 sono fuori scala ma … con le stufe ancora in prevalenza spente. Evidentemente le fonti emissive più impattanti sono altre!

Siamo arrivati ad oltre 100 µg/m3 di media giornaliera di pm10 qui nel veneziano, il doppio del limite di 50 (e ben oltre il livello raccomandato dall’OMS di 20), con valori che nei massimi sono al triplo. Si tratta di un fenomeno che ricompare ad ogni autunno/inverno. Però … quest’anno l’inquinamento è apparso prima, con un autunno molto mite peraltro, con gli impianti di riscaldamento non ancora accesi. Difficile, come è prassi da alcuni anni, attribuire la responsabilità quasi totale alle stufe domestiche! Forse è il caso di prenderne atto. E magari ricordare che qui, tra centrali a carbone (& CDR), grandi impianti industriali, navi commerciali e passeggeri, traffico pesante (e leggero di attraversamento) di fonti emissive sulle quali intervenire ne abbiamo in quantità.

Il fenomeno è riscontrabile (con minore criticità) nell’evoluzione delle concentrazioni di NOx (ossidi di azoto). In questo caso le medie giornaliere sono tutte entro soglia, come pure le medie orarie. Si noti l’anomalia del Rio Novo, che presenta valori ben più elevati delle altre centraline.

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E’ evidente che serve un’azione sistemica a riduzione delle fonti di immissione di inquinanti. Non riusciamo tuttavia ad attivare neppure un (blandissimo) coordinamento per l’area più inquinata d’Italia (e d’Europa), come ci ricorda La Stampa:[1]

In estate le quattro regioni del Bacino Padano – Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, l’area più inquinata del continente, secondo i dati dell’Agenzia europea per l’Ambiente – avevano firmato con il ministero dell’Ambiente un protocollo. Iniziative comuni, stessi orari, identica estensione temporale. Poi ciascuno ha continuato a fare di testa sua o quasi.

I numeri sono drammatici: 9 milioni l’anno nel mondo, 500mila all’anno in Europa, primi con 80mila ciascuna per Germania e Italia (quasi tutti x noi in pianura padana) di morti premature; 1 su 6 in media è a causa dello smog. Come ci ricorda Repubblica,[2]

Un sesto dei decessi mondiali causati dallo smog: tre volte più dell’effetto combinato di Aids, tubercolosi e malaria e 15 volte più di tutti conflitti armati e delle altre forme di violenza. I numeri vengono dal rapporto della Lancet Commission on Pollution & Health […] le perdite di benessere derivanti dall’inquinamento sono stimate in 4,6 trilioni di dollari all’anno: il 6,2% della produzione economica mondiale

Il Forum dell’Aria

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Al fine di richiamare l’opinione pubblica e le Istituzioni ad intervenire, il Forum dell’Aria, un coordinamento di diverse associazioni ambientaliste dell’area metropolitana veneziana, ha promosso lo scorso febbraio diverse azioni tra cui una grande manifestazione contemporanea a Spinea, Mirano, Mira, Noale e Marghera, ha consegnato una lettera al direttore dell’OMS quando è stato in visita a Venezia, ha chiesto di incontrare gli assessori regionali competenti ed ha in programma altre iniziative di sensibilizzazione per quest’anno.

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[1] “È allerta smog in tutto il Nord Italia. Ma ogni città fa a modo suo”, Disatteso il protocollo ministeriale firmato da Piemonte, Lombardia, Emilia e Veneto. Blocchi al traffico e limiti: non c’è coordinamento. E la situazione peggiora, di Andrea Rossi, La Stampa, 20/10/2017, link.

[2] “Nove milioni di morti l’anno: l’inquinamento uccide 15 volte più delle guerre”, Un sesto dei decessi mondiali causati dallo smog: tre volte più dell’effetto combinato di Aids, tubercolosi e malaria e 15 volte più di tutti conflitti armati e delle altre forme di violenza. I numeri vengono dal rapporto della Lancet Commission on Pollution & Health, di Antonio Cianciullo, 20 Ottobre 2017, Repubblica, link.

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