Fusione nucleare: a che punto siamo?

1. Fissione nucleare: l’energia atomica

La fissione nucleare, realizzata artificialmente per la prima volta da Enrico Fermi nel dicembre del 1942, consiste nello scindere nuclei pesanti – molto pesanti … oltre duecento volte più pesanti dell’idrogeno! –  in nuclei più piccoli. L’operazione è mediata dai neutroni, “cugini” neutri del protone, che altro non è che l’idrogeno senza il suo elettrone.

L’atomo è composto dal nucleo, carico positivamente e dagli elettroni carichi negativamente, in un legame elettrostatico. Il nucleo, che ha quasi tutta la massa dell’atomo, a sua volta è composto da protoni (carichi positivamente) e da neutroni (neutri). Protoni e neutroni hanno praticamente la stessa massa e sono legati nel nucleo dalla forza “forte” (detta anche nucleare) che è a brevissimo raggio (a differenza di quella elettromagnetica, che è a lungo raggio) ma molto intensa.

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Dove sono le strategie per affrontare l’emergenza cronica dell’inquinamento?

Come già in gennaio, anche in febbraio i livelli di inquinamento da polveri sottili hanno raggiunto livelli insostenibili: le concentrazioni registrate in questi giorni sia nella rete Arpav che nella rete indipendente del Forum dell’Aria per le PM10 si misurano ormai nelle diverse centinaia di µg/m3, con valori ben più elevati delle soglie medie suggerite dalle organizzazioni internazionali per garantire la sicurezza dei cittadini (max 50 µg/m3 di media giornaliera).

Medie giornaliere di PM10 rilevati dalle centraline Arpav di Venezia.

Questo mese non c’è la “scusa” dei roghi della befana, ma i livelli sono altissimi comunque (vedi grafico Arpav, picco a Marghera con 150 di media giornaliera il 21/2). Il clima influisce (l’inversione termica), ma la causa sono le tante fonti emissive della nostra area. Non ci abbiamo lavorato abbastanza.

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Temporali da … gigawatt!

immagine e citazioni da Science News

I versatili muoni stanno aiutando a comprendere le caratteristiche di uno degli avvenimenti che ci hanno sempre affascinati (e spaventati!) da sempre: i temporali.

I muoni sono dei “cugini pesanti” dei comuni elettroni. Come sappiamo, gli elettroni sono le piccole particelle che danno le proprietà chimiche agli elementi di cui siamo fatti, e sono anche i portatori dell’elettricità nelle nostre case … e nei fulmini! I muoni hanno una massa di circa duecento volte quella degli elettroni (e per questo sono molto penetranti) ma, a differenza di questi, sono instabili. Vengono però prodotti continuamente negli strati alti dell’atmosfera dai raggi cosmici e da lì arrivano fino a terra al ritmo di circa uno per centimetro quadro per secondo. La loro instabilità non è un problema, in quanto hanno una vita media piuttosto lunga per gli standard del mondo subnucleare: oltre due microsecondi, che per effetti relativistici si allunga parecchio consentendo viaggi di diversi chilometri dall’alta atmosfera terrestre fino alla superficie.

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L’equilibrio del vuoto

I sistemi nei quali siamo immersi sono dinamici ma consentono condizioni di peculiare equilibrio per noi essenziale.

La straordinaria biosfera che ci ospita, la sottilissima ma protettiva atmosfera, lo strato di ozono che ci preserva dagli UV, il bilancio termodinamico garantito dal flusso di energia ricevuto con regolarità e misura dalla nostra Stella, il ruolo della Luna, la protezione di Giove della cintura interna dai visitatori non desiderati, la relativa tranquillità del vicinato stellare.

Ma … siamo ora pronti a considerare il fatto che anche lo spazio vuoto è in condizioni di equilibrio instabile?

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Reti indipendenti di rilevamento dei cittadini per le smart city di nuova edizione

Jpeg

La smart city rappresenta un ideale moderno di città intelligente e interattiva che affianca l’innovazione digitale alla sostenibilità ambientale, con diversi processi di attuazione (e finanziamenti!) avviati in sede europea, nazionale e regionale, tanto che in diverse città venete abbiamo alcune deleghe assessorali con questa denominazione e sono sempre più frequenti nuovi servizi digitali che derivano da tale matrice iniziale.

L’idea originaria prevedeva di governare l’innovazione digitale nelle città con un processo “dall’alto in basso”, dove enti locali, supportati da finanziamenti dedicati, inserivano elementi “digitali” come sensori, rilevatori e misuratori nelle città “analogiche” nell’intento di portare intelligenza e quindi capacità decisionale di reazione (se non di auto-reazione) nelle città in relazione agli stimoli raccolti. Il processo ha avuto però un successo ancora incompleto – pagamenti, parcheggi, noleggi e biglietti dei bus sono ambiti nei quali vi sono state delle evoluzioni significative, ma ad esempio sul tema sensori ambientali si è un po’ rimasti indietro. Nel frattempo i teorici sono arrivati alla smart city versione “3.0” (e oltre, con “Industria 4.0”) e si è capito che il processo deve essere “guidato dai cittadini” per poter avere successo. Ebbene, il processo messo in atto dal Forum dell’Aria è proprio di questo tipo.

Il Forum dell’Aria, un coordinamento di associazioni locali venete che hanno a cuore l’ambiente, ha ad oggi operative nel veneziano ben dieci centraline indipendenti di misurazione “in linea” sia per le PM10 che per le PM2,5, ospitate per conto delle associazioni da privati cittadini ed accessibili via web tramite il sito predisposto dal circuito fiorentino di associazioni Che Aria Tira.

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