Un’umanità immatura, immersa nei suoi rifiuti

Siamo letteralmente immersi nei nostri rifiuti, che scarichiamo nella terra, in acqua ed in aria. Ci sentiamo in una società avanzata, ma la realtà è che siamo ancora ad uno stadio primordiale. Un po’ come quelle popolazioni arretrate che hanno i liquidi organici che scorrono fuori dalle case perché prive di un sistema fognario. O, per fare una metafora, come dei bambini che non hanno ancora imparato ad usare il bagno.

Stasera, commentando la visione del film Veleno di Diego Olivares presso il Centro Candiani, ho realizzato che non sempre ci rendiamo conto che ci stiamo inondando di rifiuti, ovunque.

Il film “Veleno” di Diego Olivares.

Aria

Sono rifiuti in particolare anche le emissioni in aria: ad altezza uomo come per le auto e gli impianti industriali, tanto che siamo immersi in una coltre di polveri sottili, NOx (ossidi di azoto) ed altri inquinanti; in medio-alta atmosfera come per gli scarichi delle centrali elettriche e degli aerei; non abbiamo risparmiato neppure la stratosfera, dove abbiamo scaricato i CFC (clorofluorocarburi) al punto di creare il buco dell’ozono; senza poi dimenticare che abbiamo saturato l’intera atmosfera planetaria di CO2 fino al punto di alterarne il clima complessivo.

Acqua

Sono rifiuti le sostanze che sversiamo in acqua: nelle lagune (come qui a Venezia, PCB, metalli pesanti, idrocarburi “normali” e clorurati); nelle sorgenti sotterranee (come il cromo esavalente in riviera del brenta); nei fiumi (talvolta considerati dei canali di scolo); in mare (dove affondavamo intere navi cariche di rifiuti, ad esempio): o semplicemente in ambiente, da dove poi finiscono anche negli acquedotti (come i PFAS).

Terra

Sono rifiuti quelli che scarichiamo o sotterriamo, lecitamente o illecitamente nella terra: nei campi (magari fingendo che siano ammendanti, come avvenuto a Rovigo); nelle discariche, sotto gli impianti industriali (come si usava a Marghera); nei giardini privati (nel veneziano si faceva così …); nelle autostrade (dove finivano i rifiuti di una municipalizzata veneta); creando qualche nuova collinetta“, come a Mira (illecitamente) o al Parco San Giuliano (lecitamente). In generale, un po’ dove capita.

Un’umanità bambina

Sotto i nostri piedi abbiamo rifiuti, nelle acque e nelle nostre condotte abbiamo rifiuti, siamo poi immersi in una coltre spessa di rifiuti.

Chi è che si comporta così? Riflettiamoci! Sono le popolazioni meno sviluppate, quelle che vivono immerse nei propri rifiuti (organici e non organici), tanto da subirne poi le conseguenze (biologiche: le malattie endemiche).

Non dobbiamo poi dimenticare che un passaggio chiave per la crescita è quello di imparare a gestire i propri rifiuti (organici) – l’igiene personale. E’ essenziale per poter relazionarsi correttamente con gli altri. Tutti i bambini lo imparano. L’umanità nel suo complesso però non l’ha ancora imparato.

E’ un’umanità bambina. Immatura.

Ma non possiamo più permettercelo. Dobbiamo crescere in fretta.

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