Lavoro: alcuni dati (fonte Istat, dicembre 2019)

Piccola analisi dei numeri dell’occupazione in Italia sulla base dei dati di Francesco Seghezzi di ADAPT con alcune aggiunte (PA e lavoratori in nero). Le fonti sono in fondo.

Su 59,891 mln (100%) di popolazione residente, le statistiche rilevano:

(a) 23,845mln (39,2%) occupati, di cui:

18,183mln (30,4%) dipendenti, di cui:
12,273mln (20,5%) dipendenti a tempo pieno,
2,716mln (4,5%) dipendenti a tempo parziale,

18,183mln (30,4%) dipendenti, di cui:
12,273mln (20,5%) dipendenti a tempo pieno,
2,716mln (4,5%) dipendenti a tempo parziale,
NB: tra questi circa 15mln, 1/5 = 3mln (5%), sono dipendenti pubblici

2,213mln (3,7%) a termine a tempo pieno,
981mila (1,6%) a termine a tempo parziale;

tra questi circa 3mln, 1/10 = 300mila (0,5%), sono dipendenti pubblici

NB: andrebbero qui aggiunti circa 2,6 mln (4,3%) di dipendenti in nero

5,302mln (8,9%) indipendenti, di cui:
4,590mln (7,7%) a tempo pieno,
712mila (1,2%) a tempo parziale;
tra questi circa 5,3 mln, 1/25 = 200mila (0,3%) sono collaboratori della PA
NB: andrebbero poi aggiunti circa 1,1 mln (1,8%) di dipendenti in nero

(b) 2,344mln (3,9%) persone in cerca di occupazione, di cui:
1,695mln (2,8%) con esperienze lavorative,
649mila (1,1%) senza esperienze lavorative;

(c) 13,268mln (22,2%) inattivi in età lavorativa (15-64aa), di cui:
2,970mln (5,0%) non cercano lavoro ma disponibili a lavorare,
120mila (0,2%) cercano lavoro ma non disponibili a lavorare,
10,177mln (17,0%) non cercano lavoro e non disponibili a lavorare;
NB: andrebbero sottratti da qui i circa 3,7 mln (6,2%) di lavoratori in nero]

(d) 20,794mln (34,7%) inattivi in età non lavorativa (<15 o >64), di cui:
7,925mln (13,2%) < 15 anni
12,870mln (21,5%) > 64 anni

Considerazioni

Quali considerazioni trarne? I numeri ci dicono che abbiamo circa un occupato a tempo pieno su tre cittadini che non lavorano (o al massimo lavorano a tempo parziale). Un modello chiaramente insostenibile.

La quota di dipendenti pubblici risulta quella fisiologica degli stati europei (anzi un po’ sotto la media). I lavoratori in nero sono invece un numero sicuramente non fisiologico.

Fonte dei dati e dei grafici:

ISTAT, via https://twitter.com/francescoseghez/status/1205082551808864258?s=19
ISTAT, via https://twitter.com/gioprattichizzo/status/1206882266514952192?s=20
https://www.wecanjob.it/archivio6_lavoro-irregolare-ed-economia-sommersa-i-dati-istat_0_4852.html

Innovazione e crescita

Come l’innovazione tecnologica può ridare spinta alla crescita del nostro Paese: dal digitale, al cloud computing & big data, verso industria 4.0, smart cities, realtà aumentata, intelligenza artificiale e oltre

Il nostro Paese sta attraversando una congiuntura complessa per quanto riguarda competitività e sviluppo. Tra gli aspetti da considerare, citiamo i più rilevanti:

1. La globalizzazione e la sua insostenibile spinta alla riduzione dei costi (con connessa pressione sulle attività lavorative con minori contenuti professionali), la correlata deflazione (in particolare nell’Eurozona!) ed una competitività senza sconti tra aree mondiali e tra Paesi all’interno di queste aree (come nella nostra Europa).

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Un’umanità immatura, immersa nei suoi rifiuti

Siamo letteralmente immersi nei nostri rifiuti, che scarichiamo nella terra, in acqua ed in aria. Ci sentiamo in una società avanzata, ma la realtà è che siamo ancora ad uno stadio primordiale. Un po’ come quelle popolazioni arretrate che hanno i liquidi organici che scorrono fuori dalle case perché prive di un sistema fognario. O, per fare una metafora, come dei bambini che non hanno ancora imparato ad usare il bagno.

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Elenco incendi di rifiuti in Veneto

Negli ultimi anni gli incendi di rifiuti si sono moltiplicati. Il fenomeno, che ha assunto dimensioni preoccupanti, riguarda in particolare il Nord Italia e molti di questi sono in Veneto ed è stato oggetto di relazioni parlamentari. Grazie al lavoro del GdL Ambiente Grillivenezia abbiamo sia un elenco (estratto dalle notizie stampa) sia la mappa (nel link riportato) degli incendi in Veneto in relazione alle attività sui rifiuti (depositi, aziende di trattamento, camion, etc).

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Il Cambiamento Climatico in 11 passaggi

Milioni di giovani si sono mobilitati questo mese chiedendo a noi adulti di fare qualcosa per contrastare il cambiamento climatico. Un primo passaggio è, almeno, aver chiara la situazione complessiva. L’effetto serra, i dati attuali sulle concentrazioni di CO2 in atmosfera, il ritmo di crescita, l’attuale anomalia di temperatura ed i prossimi scenari di incremento, Artico ed Antartide, ritmo di scioglimento dei ghiacci, incremento del livello del mare, conseguenze sugli ecosistemi, come intervenire sulle emissioni. In questo lungo post, cercheremo di sintetizzare tutti questi punti. Senza dimenticare gli impatti previsti sulle aree costiere ed in particolare su Venezia.

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PM10 nel 2019: un primo bilancio (gennaio/febbraio)

Le situazioni di criticità del 2019 per i livelli di polveri sottili sono continue: in diverse occasioni Arpav ha lanciato l’allerta arancio (l’ultima ieri).

Essendo ormai nei primi giorni di marzo 2019 e siamo in grado di effettuare un primo bilancio dei livelli di PM10 registrati dalla rete di centraline istituzionali dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezionale Ambientale del Veneto (ARPAV).

Nel seguito del post analizzeremo con l’aiuto di grafici l’andamento dettagliato per le province di Venezia, Treviso, Padova, Verona e Vicenza. Non appena completeremo le elaborazioni aggiungeremo anche Rovigo e Belluno.

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Fusione nucleare: a che punto siamo?

1. Fissione nucleare: l’energia atomica

La fissione nucleare, realizzata artificialmente per la prima volta da Enrico Fermi nel dicembre del 1942, consiste nello scindere nuclei pesanti – molto pesanti … oltre duecento volte più pesanti dell’idrogeno! –  in nuclei più piccoli. L’operazione è mediata dai neutroni, “cugini” neutri del protone, che altro non è che l’idrogeno senza il suo elettrone.

L’atomo è composto dal nucleo, carico positivamente e dagli elettroni carichi negativamente, in un legame elettrostatico. Il nucleo, che ha quasi tutta la massa dell’atomo, a sua volta è composto da protoni (carichi positivamente) e da neutroni (neutri). Protoni e neutroni hanno praticamente la stessa massa e sono legati nel nucleo dalla forza “forte” (detta anche nucleare) che è a brevissimo raggio (a differenza di quella elettromagnetica, che è a lungo raggio) ma molto intensa.

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Dove sono le strategie per affrontare l’emergenza cronica dell’inquinamento?

Come già in gennaio, anche in febbraio i livelli di inquinamento da polveri sottili hanno raggiunto livelli insostenibili: le concentrazioni registrate in questi giorni sia nella rete Arpav che nella rete indipendente del Forum dell’Aria per le PM10 si misurano ormai nelle diverse centinaia di µg/m3, con valori ben più elevati delle soglie medie suggerite dalle organizzazioni internazionali per garantire la sicurezza dei cittadini (max 50 µg/m3 di media giornaliera).

Medie giornaliere di PM10 rilevati dalle centraline Arpav di Venezia.

Questo mese non c’è la “scusa” dei roghi della befana, ma i livelli sono altissimi comunque (vedi grafico Arpav, picco a Marghera con 150 di media giornaliera il 21/2). Il clima influisce (l’inversione termica), ma la causa sono le tante fonti emissive della nostra area. Non ci abbiamo lavorato abbastanza.

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Temporali da … gigawatt!

immagine e citazioni da Science News

I versatili muoni stanno aiutando a comprendere le caratteristiche di uno degli avvenimenti che ci hanno sempre affascinati (e spaventati!) da sempre: i temporali.

I muoni sono dei “cugini pesanti” dei comuni elettroni. Come sappiamo, gli elettroni sono le piccole particelle che danno le proprietà chimiche agli elementi di cui siamo fatti, e sono anche i portatori dell’elettricità nelle nostre case … e nei fulmini! I muoni hanno una massa di circa duecento volte quella degli elettroni (e per questo sono molto penetranti) ma, a differenza di questi, sono instabili. Vengono però prodotti continuamente negli strati alti dell’atmosfera dai raggi cosmici e da lì arrivano fino a terra al ritmo di circa uno per centimetro quadro per secondo. La loro instabilità non è un problema, in quanto hanno una vita media piuttosto lunga per gli standard del mondo subnucleare: oltre due microsecondi, che per effetti relativistici si allunga parecchio consentendo viaggi di diversi chilometri dall’alta atmosfera terrestre fino alla superficie.

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L’equilibrio del vuoto

I sistemi nei quali siamo immersi sono dinamici ma consentono condizioni di peculiare equilibrio per noi essenziale.

La straordinaria biosfera che ci ospita, la sottilissima ma protettiva atmosfera, lo strato di ozono che ci preserva dagli UV, il bilancio termodinamico garantito dal flusso di energia ricevuto con regolarità e misura dalla nostra Stella, il ruolo della Luna, la protezione di Giove della cintura interna dai visitatori non desiderati, la relativa tranquillità del vicinato stellare.

Ma … siamo ora pronti a considerare il fatto che anche lo spazio vuoto è in condizioni di equilibrio instabile?

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