Un’umanità immatura, immersa nei suoi rifiuti

Siamo letteralmente immersi nei nostri rifiuti, che scarichiamo nella terra, in acqua ed in aria. Ci sentiamo in una società avanzata, ma la realtà è che siamo ancora ad uno stadio primordiale. Un po’ come quelle popolazioni arretrate che hanno i liquidi organici che scorrono fuori dalle case perché prive di un sistema fognario. O, per fare una metafora, come dei bambini che non hanno ancora imparato ad usare il bagno.

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Elenco incendi di rifiuti in Veneto

Negli ultimi anni gli incendi di rifiuti si sono moltiplicati. Il fenomeno, che ha assunto dimensioni preoccupanti, riguarda in particolare il Nord Italia e molti di questi sono in Veneto ed è stato oggetto di relazioni parlamentari. Grazie al lavoro del GdL Ambiente Grillivenezia abbiamo sia un elenco (estratto dalle notizie stampa) sia la mappa (nel link riportato) degli incendi in Veneto in relazione alle attività sui rifiuti (depositi, aziende di trattamento, camion, etc).

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Il Cambiamento Climatico in 11 passaggi

Milioni di giovani si sono mobilitati questo mese chiedendo a noi adulti di fare qualcosa per contrastare il cambiamento climatico. Un primo passaggio è, almeno, aver chiara la situazione complessiva. L’effetto serra, i dati attuali sulle concentrazioni di CO2 in atmosfera, il ritmo di crescita, l’attuale anomalia di temperatura ed i prossimi scenari di incremento, Artico ed Antartide, ritmo di scioglimento dei ghiacci, incremento del livello del mare, conseguenze sugli ecosistemi, come intervenire sulle emissioni. In questo lungo post, cercheremo di sintetizzare tutti questi punti. Senza dimenticare gli impatti previsti sulle aree costiere ed in particolare su Venezia.

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PM10 nel 2019: un primo bilancio (gennaio/febbraio)

Le situazioni di criticità del 2019 per i livelli di polveri sottili sono continue: in diverse occasioni Arpav ha lanciato l’allerta arancio (l’ultima ieri).

Essendo ormai nei primi giorni di marzo 2019 e siamo in grado di effettuare un primo bilancio dei livelli di PM10 registrati dalla rete di centraline istituzionali dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezionale Ambientale del Veneto (ARPAV).

Nel seguito del post analizzeremo con l’aiuto di grafici l’andamento dettagliato per le province di Venezia, Treviso, Padova, Verona e Vicenza. Non appena completeremo le elaborazioni aggiungeremo anche Rovigo e Belluno.

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Dove sono le strategie per affrontare l’emergenza cronica dell’inquinamento?

Come già in gennaio, anche in febbraio i livelli di inquinamento da polveri sottili hanno raggiunto livelli insostenibili: le concentrazioni registrate in questi giorni sia nella rete Arpav che nella rete indipendente del Forum dell’Aria per le PM10 si misurano ormai nelle diverse centinaia di µg/m3, con valori ben più elevati delle soglie medie suggerite dalle organizzazioni internazionali per garantire la sicurezza dei cittadini (max 50 µg/m3 di media giornaliera).

Medie giornaliere di PM10 rilevati dalle centraline Arpav di Venezia.

Questo mese non c’è la “scusa” dei roghi della befana, ma i livelli sono altissimi comunque (vedi grafico Arpav, picco a Marghera con 150 di media giornaliera il 21/2). Il clima influisce (l’inversione termica), ma la causa sono le tante fonti emissive della nostra area. Non ci abbiamo lavorato abbastanza.

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Reti indipendenti di rilevamento dei cittadini per le smart city di nuova edizione

Jpeg

La smart city rappresenta un ideale moderno di città intelligente e interattiva che affianca l’innovazione digitale alla sostenibilità ambientale, con diversi processi di attuazione (e finanziamenti!) avviati in sede europea, nazionale e regionale, tanto che in diverse città venete abbiamo alcune deleghe assessorali con questa denominazione e sono sempre più frequenti nuovi servizi digitali che derivano da tale matrice iniziale.

L’idea originaria prevedeva di governare l’innovazione digitale nelle città con un processo “dall’alto in basso”, dove enti locali, supportati da finanziamenti dedicati, inserivano elementi “digitali” come sensori, rilevatori e misuratori nelle città “analogiche” nell’intento di portare intelligenza e quindi capacità decisionale di reazione (se non di auto-reazione) nelle città in relazione agli stimoli raccolti. Il processo ha avuto però un successo ancora incompleto – pagamenti, parcheggi, noleggi e biglietti dei bus sono ambiti nei quali vi sono state delle evoluzioni significative, ma ad esempio sul tema sensori ambientali si è un po’ rimasti indietro. Nel frattempo i teorici sono arrivati alla smart city versione “3.0” (e oltre, con “Industria 4.0”) e si è capito che il processo deve essere “guidato dai cittadini” per poter avere successo. Ebbene, il processo messo in atto dal Forum dell’Aria è proprio di questo tipo.

Il Forum dell’Aria, un coordinamento di associazioni locali venete che hanno a cuore l’ambiente, ha ad oggi operative nel veneziano ben dieci centraline indipendenti di misurazione “in linea” sia per le PM10 che per le PM2,5, ospitate per conto delle associazioni da privati cittadini ed accessibili via web tramite il sito predisposto dal circuito fiorentino di associazioni Che Aria Tira.

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I tanti benefici degli alberi

Nella giornata in cui si celebra la “Festa degli Alberi” è certamente opportuno ricordare quanti benefici portano gli alberi di cui forse non siamo neppure pienamente coscienti[1]

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(immagine da www.clker.com)

  1. Gli alberi producono ossigeno

We could not exist as we do if there were no trees. A mature leafy tree produces as much oxygen in a season as 10 people inhale in a year. What many people don’t realize is the forest also acts as a giant filter that cleans the air we breathe.

  1. Gli alberi assorbono gli inquinanti del terreno

The term phytoremediation is a fancy word for the absorption of dangerous chemicals and other pollutants that have entered the soil. Trees can either store harmful pollutants or actually change the pollutant into less harmful forms. Trees filter sewage and farm chemicals, reduce the effects of animal wastes, clean roadside spills and clean water runoff into streams.

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L’inquinamento dell’aria in ottobre a Venezia non ha atteso l’accensione dei riscaldamenti

C’è qualcosa in questa evoluzione delle concentrazioni di pm10 nel mese di ottobre 2017 registrate dalle diverse centraline Arpav nelle diverse località di Venezia, in un periodo nel quale i riscaldamenti erano in prevalenza spenti (sia per le date, piuttosto anticipate, in cui l’inquinamento è apparso, sia per le temperature, mediamente elevate), che potrebbe farci capire qualcosa. Da dove arrivano le pm10? Perché quei picchi iniziali? C’è correlazione con i giorni della settimana? Quali i segnali distintivi che si possono riconoscere relativi a: (a) navale/portuale, (b) grandi impianti industriali e centrali elettriche, (c) mezzi pesanti, (d) natanti, (e) mezzi leggeri?

2017.10.22-pm10ve-evoluzione Leggi tutto “L’inquinamento dell’aria in ottobre a Venezia non ha atteso l’accensione dei riscaldamenti”