Innovazione e crescita

Come l’innovazione tecnologica può ridare spinta alla crescita del nostro Paese: dal digitale, al cloud computing & big data, verso industria 4.0, smart cities, realtà aumentata, intelligenza artificiale e oltre

Il nostro Paese sta attraversando una congiuntura complessa per quanto riguarda competitività e sviluppo. Tra gli aspetti da considerare, citiamo i più rilevanti:

1. La globalizzazione e la sua insostenibile spinta alla riduzione dei costi (con connessa pressione sulle attività lavorative con minori contenuti professionali), la correlata deflazione (in particolare nell’Eurozona!) ed una competitività senza sconti tra aree mondiali e tra Paesi all’interno di queste aree (come nella nostra Europa).

Leggi tutto “Innovazione e crescita”

La ILNOR e l’identità del Nordest produttivo

[aggiornamento a marzo 2019 – sono passati due anni: “In quella fabbrica di laminati, che dava lavoro e stipendi a oltre 100 famiglie del territorio, arriva qualche lavoratore in Naspi, assieme ad altri che hanno trovato lavoro da altre parti, più qualcuno sul punto di andare in pensione […] È come se volessero rivederla in azione quella fabbrica abbandonata a se stessa, sentirne il rumore dei macchinari accesi, del via vai degli operai. Solo ricordi. Per uno stabilimento che assomiglia sempre di più, col passare del tempo, a un vecchio reperto di archeologia industriale“, cfr. link]

[aggiornamento al 2 febbraio 2018: ad oggi sono rimasti circa cinquanta lavoratori, con un’età media di 50 anni, la cassa integrazione straordinaria è garantita fino al 2 luglio. La Regione Veneto quale supporto ai processi di ricollocamento ha annunciato lo stanziamento di 20 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo (FSE)]

Ricordiamo il paradosso: un’azienda con i bilanci in ordine che produce utili, con impianti da poco rinnovati e tecnologie innovative, con maestranze esperte, una consolidata cultura della qualità dei processi (certificazioni) e dei prodotti (una qualità riconosciuta nel mercato) viene acquisita e, di punto in bianco, le produzioni vengono fermate, alcuni macchinari vengono spostati in altri impianti e viene tolto il lavoro agli addetti attivi a Scorzè.

Leggi tutto “La ILNOR e l’identità del Nordest produttivo”

La #burocrazia non è mai abbastanza. Quadruplichiamo?

f24
Leggiamo sul corriere della sera del 16 novembre 2016:

“Il decreto legge fiscale che è stato approvato dalla Camera ed è al vaglio del Senato prevede infatti per tutte le partite Iva (imprese artigiane, commercianti e professionisti) un carico di 8 nuovi adempimenti che comportano costi stimati in 480 euro annui nel 2017 e 720 già dal 2018 per ciascun soggetto […] obbligando imprese e professionisti a fare quattro invii di dati all’anno invece di uno non è detto né che i controlli riescano a essere tempestivi né che si riescano a reperire i 2 miliardi della discordia. Infatti adesso l’Agenzia delle entrate sta ancora vagliando le dichiarazioni dell’anno 2014 e se dovesse passare la norma contestata si troverebbe a dover controllare una mole di dati moltiplicata per quattro negli stessi tempi
La questione impatta su ben 3,6 milioni di soggetti, imprese e professionisti.
Con l’obiettivo di recuperare 2 miliardi di euro di mancate dichiarazioni.
Ma, in questo modo, si carica ogni soggetto di 480€ di costi, che moltiplicati per 3,6 milioni fanno 1,7 miliardi di euro nel 2017 e 780€ x 3,6 mln = 2,6 miliardi di € nel 2018.
Con il dubbio che l’agenzia delle entrate non regga il carico di un quadruplicamento dei flussi di dati in ingresso. E che il l’enorme aggravio burocratico non sortisca alcun effetto sull’evasione andando invece a caricare di ulteriori disagi e costi sempre gli stessi: quelli che pagano le tasse.
 
Che sia questa la #semplificazione di cui si parla tanto?
O l’#innovazione dei processi della PA?
Serve a questo il #digitale?
Sembra in effetti esserci un po’ di distanza tra la retorica (auto-)celebrativa degli intenti e la cruda realtà della azioni:
  • più tasse,
  • più adempimenti, ma soprattutto,
  • più difficoltà per chi lavora e segue le regole.
 

Per una cultura diffusa dell’economia

Viviamo in tempi complicati: lo scandalo europeo #luxleaks, il rischio #grexit, l’inatteso e dirompente #brexit; la crisi finanziaria globale del 2008, il crollo delle banche territoriali; le prove truccate del #dieselgate; il caso Parmalat e altro ancora.

In un tempo in cui prevale l’incertezza e sono continui e improvvisi i cambiamenti di scenario, l’economia non può più essere presidio di pochi ma deve invece divenire un patrimonio di molti, una cultura che aiuti a interpretare, comprendere, assecondare e, ove possibile, trarre vantaggio dalle trasformazioni in atto.

Con questo obiettivo, si è inteso associare in un unico testo, in forma comprensibile e autoconsistente, un insieme di temi che sono generalmente affrontati in contesti diversi:

  • economia – inclusa la macroeconomia,
  • organizzazione aziendale,
  • processi e qualità – con riferimento alla ISO 9001:2015.

Ad essi sono affiancati strumenti, tecniche e best practice per dare concretezza alle nozioni acquisite e renderle immediatamente operative.

Il risultato è il testo:

copertina-prima-quarta

Economia, organizzazione e qualità.
Un percorso guidato con il supporto di strumenti tecnici e metodologici.

Autore: Antonio Candiello
Edizione: 2016
Editore: Libreria Universitaria, Padova
Pagine: 188
Prezzo: € 14,90

Gli argomenti affrontati riguardano:

a) i concetti e le definizioni di base: l’azienda, le sue tipologie e caratteristiche, i portatori di interesse, portando alla conoscenza di alcuni strumenti chiave come il bilancio in chiave microeconomica;

b) un orientamento sul contesto macroeconomico (internazionale, europeo, nazionale e locale), un inquadramento storico ed un percorso guidato attraverso dati ed infografiche per aiutare anche nella comprensione del linguaggio della comunicazione economica;

c) le principali teorie sull’organizzazione e le connesse tecniche di analisi e di valutazione;

d) l’approccio per processi e la rappresentazione del funzionamento dinamico delle imprese, quale prerequisito per la misurazioni delle prestazioni;

e) un insieme di “fondamenta strutturali” quale è l’inquadramento delle Iso 9000 (aggiornato all’edizione 2015) in termini di schematizzazione del funzionamento delle aziende, dei requisiti essenziali e degli strumenti formali e tecnici per garantire efficacia e miglioramento alle organizzazioni.

Mose. La retata storica, Verona 5 marzo

Per chi non avesse ancora letto La Retata Storica. Bisogna averlo in libreria!!! Per capire il “sistema Mose”, sia il “come” che il “quanto” (si parla di “liberalità” per circa un miliardo di euro … )